Dietro il fumo di Londra
Melanie Phillips è una delle migliori menti pensanti inglesi, una che ha vinto l’Orwell Prize, l’autrice del bestseller “Londonistan”, oltre che una firma illustre dello Spectator e del Daily Mail. Sua è l’analisi più sapida sui riot, le vetrine rotte, gli incendi, il caos di questi giorni. Ha scritto che è colpa della “intelligentsia liberal” e delle “chattering classes”. Parla della “dissoluzione della famiglia parentale” e della fine della meritocrazia.
8 AGO 20

“Ciò che ha animato tutto questo non è la povertà, ma il collasso morale”, scrive Phillips, rispondendo a chi, come l’ex sindaco londinese Ken Livingstone, ieri ha detto che le rivolte sono il frutto dei tagli sociali dell’attuale governo conservatore di David Cameron. “Un mondo di caos fisico e morale”, dice ancora Phillips, è stato reso possibile dall’ideologia delle “ultrafemministe e dagli apostoli del non giudicare” che ha abbracciato il “disastro del multiculturalismo”. E ancora la “cultura del vittimismo” in cui ogni minoranza è vista come vittima della maggioranza. “La punizione è diventata una parola proibita”, scrive Phillips.
Lo ha spiegato chiaramente anche Douglas Murray sul Wall Street Journal: altro che cause economiche, queste rivolte sono state il fallimento del “welfarismo”, l’ideologia dello stato sociale. “Sotto il Labour una vita alle spese dello stato era apparsa come la migliore per essere vissuta”, ha scritto il direttore della Henry Jackson Society. Non a caso Islington, epicentro degli scontri, è da sempre una zona ricca che vive dei sussidi. Per capire si deve leggere il libro dell’attuale ministro dell’Educazione, Michael Gove, non a caso un allievo di Edmund Burke. Ha un titolo ficcante, “Celsius 7/7”, parla dell’islam ma soprattutto dell’appeasement e del tracollo morale interno alle nostre democrazie. Gove dice che la Prima guerra mondiale è stata una tragedia immane non soltanto per i suoi milioni di morti, ma anche perché è svanito il mito liberal, tollerante, ricco e progressista. Sembra scritto per la Londra e l’Europa dei nostri giorni.